“L’incubo americano. Il cinema di Robert Altman. Marsilio Editori. 1984” è un libro ormai fuori catalogo da anni, ma si può trovare, se si ha fortuna, nei mercatini dei libri usati. Io l’ho trovato alla libreria Aldrovandi di Bologna, vicino al Dams, dove si trovano molti libri usati sul cinema. Nella panoramica della Nuova Hollywood dopo la fine degli anni ’60, dove diventano protagonisti del rinnovamento dei generi cinematografici e dei canoni narrativi registi come Spielberg, Coppola, Bogdanovic, ventenni o poco più che trentenni, diventa una figura centrale un cineasta ormai ultraquarantenne che aveva già lavorato in regie televisive nelle serie “Bonanza” e “Alfred Hitchcock presenta”: Robert Altman. Forse in nessun altro regista americano degli anni ’70 il rovesciarsi del sogno americano in incubo appare così drammaticamente definitivo e impietoso. Questo libro ripercorre l’itinerario di quel ribaltamento, dal primo film “The delinquents” del 1955 a “Streamers” del 1983, essendo stato pubblicato nel 1984. Dopo Altman ha girato altri tredici film, fino a “Radio America” del 2006, anno della sua morte e del riconoscimento dell’Oscar alla carriera.